MESE MARIANO

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Maggio mese del Rosario

       Dopo lunghi anni di stasi nei quali il Santo Rosario sembrava riservato alle donne anziane, oggi assistiamo a un rifiorire di questa devozione.

            Si può dire che non c’è più una casa dove non si veda troneggiare una corona del Santo Rosario. Ci sono ancora molti, soprattutto uomini, che non sanno pregare il Rosario, ma non rinunziano a portare una corona al collo come segno di protezione e di filiale devozione.

            Anche i bambini portano la catena del rosario al collo e sembrano invocare qualcuno che insegni loro a pregare con la corona benedetta di Maria.

            Il mese di Maggio è alle porte e la Vergine Santa è pronta ad ascoltarci ed esaudirci.

            Se ci impegniamo con serietà possiamo diventare la Parrocchia amata da Maria, alla quale viene concessa ogni grazia. Maria non si lascia battere in generosità e ci precederà sempre se noi saremo pronti a seguirla.

            Vi benedica tutti la MAMMA del Cielo e non permetta che vi sentiate orfani.

Dal 1° al 31 Maggio, ogni giorno, alle ore 21.00 ci sarà in Parrocchia la recita del Santo Rosario.

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SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

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Questa Settimana di Preghiera si celebra tradizionalmente dal 18 al 25 Gennaio, fra le festività della confessione di San Pietro e della conversione di San Paolo. Nell’ emisfero sud, dove il mese di gennaio è tempo di ferie, le chiese trovano altri momenti per celebrarla, ad esempio attorno alla Pentecoste che è anche una data simbolica per l’unità.

            “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione” è il motto che viene proposto per la Settimana di preghiera di quest’ anno, 2017. E’ ispirato al capitolo 5 della Seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi. Scelta indovinata, visto che quest’anno ricorre il quinto Centenario della Riforma Protestante, avviata da Martin Lutero nel 1517 a Wittwnberg –Germania-. Per questo motivo il Consiglio delle Chiese della Germania ha elaborato i materiali per questa Settimana di preghiera.

            Sono due le tematiche principali proposte in questo materiale: la “celebrazione dell’amore e della grazia di Dio”, mettendo in rilievo quella “giustificazione per sola grazia” che è stata la principale preoccupazione delle Chiese della Riforma di Lutero, e poi un accento penitenziale riconoscendo il dolore per le profonde divisioni in seguito all’evento del 1517.

            “Il fatto che i cristiani possano ricordare insieme, oggi, un evento del passato che ha diviso i cristiani in occidente è un “notevole risultato”, come sottolinea l’Introduzione teologico – pastorale, raggiunto grazie a cinquant’anni di dialogo ecumenico. Anche le chiese tedesche, dopo un dibattito ampio –e “talvolta difficile”- hanno abbracciato questa prospettiva, quella di una commemorazione ecumenica che sia una celebrazione di Cristo (Cristusfest), come evidenzia il tema della Settimana” (dal Messaggio dell’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso).

            Nella nostra Diocesi di Albano si aprirà la Settimana di preghiera mercoledì 18 alle ore 20.30 nella Cattedrale, con una celebrazione presieduta dal nostro Vescovo, Mons. Marcello Semeraro, da S.E. Siluan, della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia e dal Pastore Luca M. Negro, della Comunità Evangelica di Albano e Presidente della FCEI. Nella nostra Parrocchia, nonché Centro Ecumenico per la Riconciliazione, ogni giorno della Settimana la Santa Messa delle ore 18.00 sarà celebrata per l’Unità dei Cristiani e solennemente la Messa della Domenica 22 alle 11.30 sarà presieduta da S.E. Mons. Piero Marini, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

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MEDITIAMO SUL NATALE

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    Forse possiamo riuscire a capire che fu provvidenziale il decreto dell’ imperatore romano. Maria e Giuseppe vanno a Betlemme, nasce Gesù, e si compie quanto era stato profetato.

La Vergine sapeva di essere vicina al momento del parto e intraprende quel viaggio col pensiero che il figlio nascerà nel popolo di Davide.

        Arrivano a Betlemme con la gioia di essere nel luogo dei loro antenati e non trovano dove riposare, stanchi come sono da un tale viaggio (quattro o cinque giorni), forse è Maria che propone a Giuseppe di fermarsi provvisoriamente, fuori dal paese, in una grotta. E in quel luogo, ci racconta Luca (2, 6) “giunse per Maria il tempo di partorire, ed essa diede alla luce un figlio…”

    Nasce povero e ci insegna che la felicità non si trova nell’abbondanza dei beni. Viene al mondo senza alcuna ostentazione e ci incoraggia ad essere umili e a non attendere gli applausi degli uomini.

    Ora ci chiediamo: Quanti credono veramente nel Natale? Quanti lo celebrano nell’intimo del cuore? Siamo troppo intrattenuti con gli acquisti, regali e cene che diventa difficile ricordarsi di Dio e accoglierlo in mezzo a tanta confusione. Ci preoccupiamo molto in questi giorni che non manchi nulla nelle nostre case, ma a quasi nessuno preoccupa se ci manca Dio. Siamo così pieni di cose che non sappiamo rallegrarci per la vicinanza di Dio.

    Il Natale non è una festa facile. Soltanto la possono celebrare coloro che hanno il coraggio di credere che Dio può tornare a nascere tra di noi, nella nostra vita di ogni giorno. Questa nascita potrà essere povera, fragile, debole come fu a Betlemme, ma può essere un evento reale. Il vero regalo del Natale.

    Dio è infinitamente migliore di quanto possiamo credere. Più vicino, più comprensivo, più tenero, più audace, più amico, più allegro, più grande di quanto noi possiamo sospettare.

Dio è Dio!!!

    Questo Dio è più grande di tutti i nostri peccati e miserie. Questo Dio è il miglior regalo che si può fare agli uomini. Beati coloro che hanno un cuore semplice, limpido e povero perché Dio è per loro. Beati quelli che sentono bisogno di Dio perché Dio può nascere ancora nelle loro vite. Beati quelli che in mezzo al “rumore” di queste feste, sanno accogliere con cuore credente e grato il regalo di un Dio Bambino. Per loro ci sarà il Natale.

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PROGRAMMA DI NATALE

SI PUO’ SCARICARE IL PROGRAMMA DI NATALE

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QUARTA DOMENICA DI AVVENTO

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Nel Vangelo di questa Domenica vediamo, assieme alla disponibilità di Maria, la difficoltà di Giuseppe a capire la volontà di Dio.

        Oggi con Maria cerchiamo di percorrere questa piccola distanza che ci separa dalla Grotta di Betlemme. “Il Dio con noi” si farà realtà grazie al “SI” di questa ragazza, che senza capire nulla, compie la volontà di Dio.

    In queste settimane di Avvento ci hanno aiutato: Isaia, Giovanni Battista… e ora, con Giuseppe e Maria, arriviamo alla oscura notte di Betlemme. Notte oscura perché, oggi come allora, tanti fanno fatica ad accogliere questo Bambino. Forse noi, come Giuseppe, abbiamo dei dubbi, dei timori?

    Giuseppe, non lo dimentichiamo, è l’uomo giusto. L’uomo che supera la prova fidandosi della Parola di Dio e assume con responsabilità la sua missione. L’uomo che si dona con piena disponibilità al piano di Dio. Giuseppe appare nell’ Avvento come modello di UOMO DI FEDE.

     Forse la nostra vita conosce anche la prova della fede, ma come Giuseppe dobbiamo rispondere al progetto di Dio. E di fronte alla domanda, ai dubbi, alla perplessità, la Parola di Dio ci aiuta a dare risposta. La nostra risposta è la FEDE. Dobbiamo rispondere FIDANDOCI. Così entriamo nel Mistero, oscuro e luminoso, di un Dio che si fa Dio-con-noi. Un Dio vicino.

    Lasciamo che questo Natale riempia la nostra vita con il suo Mistero. Sognamo!; forse il Buon Dio ci da la possibilità di sognare con Lui. (Abbiamo sognato qualche volta con il cielo, con Dio, con Maria?)

    Il Natale dovrebbe avere la virtù di svegliare la nostra sensibilità. Approfittiamo di questi giorni per far crescere la nostra vita interiore contemplando Dio che si fa Uomo, facendo opere buone, sorpresi di quanto Dio fa per noi e cercando di essere forti nelle prove, vedendo un Dio Onnipotente che non si rifiuta di calpestare la nostra terra.

    DIO E’ ALLA PORTA!!!  DIO CI STA CHIAMANDO!!!  Che non passi oltre. Con Giuseppe e Maria prepariamo le nostre case, le nostre anime perché si capisca che un Bambino sta per nascere.

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