PROGRAMMA DI NATALE

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QUARTA DOMENICA DI AVVENTO

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Nel Vangelo di questa Domenica vediamo, assieme alla disponibilità di Maria, la difficoltà di Giuseppe a capire la volontà di Dio.

        Oggi con Maria cerchiamo di percorrere questa piccola distanza che ci separa dalla Grotta di Betlemme. “Il Dio con noi” si farà realtà grazie al “SI” di questa ragazza, che senza capire nulla, compie la volontà di Dio.

    In queste settimane di Avvento ci hanno aiutato: Isaia, Giovanni Battista… e ora, con Giuseppe e Maria, arriviamo alla oscura notte di Betlemme. Notte oscura perché, oggi come allora, tanti fanno fatica ad accogliere questo Bambino. Forse noi, come Giuseppe, abbiamo dei dubbi, dei timori?

    Giuseppe, non lo dimentichiamo, è l’uomo giusto. L’uomo che supera la prova fidandosi della Parola di Dio e assume con responsabilità la sua missione. L’uomo che si dona con piena disponibilità al piano di Dio. Giuseppe appare nell’ Avvento come modello di UOMO DI FEDE.

     Forse la nostra vita conosce anche la prova della fede, ma come Giuseppe dobbiamo rispondere al progetto di Dio. E di fronte alla domanda, ai dubbi, alla perplessità, la Parola di Dio ci aiuta a dare risposta. La nostra risposta è la FEDE. Dobbiamo rispondere FIDANDOCI. Così entriamo nel Mistero, oscuro e luminoso, di un Dio che si fa Dio-con-noi. Un Dio vicino.

    Lasciamo che questo Natale riempia la nostra vita con il suo Mistero. Sognamo!; forse il Buon Dio ci da la possibilità di sognare con Lui. (Abbiamo sognato qualche volta con il cielo, con Dio, con Maria?)

    Il Natale dovrebbe avere la virtù di svegliare la nostra sensibilità. Approfittiamo di questi giorni per far crescere la nostra vita interiore contemplando Dio che si fa Uomo, facendo opere buone, sorpresi di quanto Dio fa per noi e cercando di essere forti nelle prove, vedendo un Dio Onnipotente che non si rifiuta di calpestare la nostra terra.

    DIO E’ ALLA PORTA!!!  DIO CI STA CHIAMANDO!!!  Che non passi oltre. Con Giuseppe e Maria prepariamo le nostre case, le nostre anime perché si capisca che un Bambino sta per nascere.

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TERZA DOMENICA DI AVVENTO

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La Chiesa ha chiamato sempre questa domenica di Avvento, la domenica delle gioia o la domenica “Gaudete”. Tutta la celebrazione di questa domenica ci annuncia Gesù come la causa della nostra gioia, della nostra allegria. L’Avvento ci porta la Buona Novella della salvezza che ci porta Gesù.

L’allegria deve essere un distintivo del cristiano perché nasce della profonda convinzione che in Cristo, il Signore, il peccato e la morte sono stati vinti. Per questo, vedendo che il Salvatore è vicino e la nascita di Gesù è imminente, il cristiano non può nascondere la sua allegria.
La nostra allegria deve essere testimoniata. E’ una allegria che ci invita ad essere persone aperte, pronte a “contagiare” di amore fraterno gli altri. Non un amore altruista, ma un amore che concretizza e fa reale l’amore di Dio.
La felicità che ci porta il Natale deve riflettersi in opere concrete, deve essere il riflesso di Cristo, nella nostra vita, in mezzo a noi.

Anche quando la notte ci sembra oscura, le difficoltà ci tolgono la calma e ci arrivano i dubbi, bisogna mantenere viva la speranza: la fiducia che nell’orizzonte sempre c’è una luce che segna il nostro cammino; che alla fine Dio non delude perché la luce che ci orienta è Lui stesso, perché la sua promessa è Lui stesso.
Il Vangelo è l’annuncio di una immensa allegria. Questa allegria, insieme alla conversione che ci invitava il vangelo della scorsa domenica, deve essere il fermento di un mondo nuovo, di un ordine nuovo dove gli ultimi saranno i primi, i zoppi cammineranno, i cechi vedranno… e ai poveri sarà annunciata la Buona Notizia. Buona Notizia per tutti, perché anche noi siamo “poveri”.

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IMMACOLATA CONCEZIONE

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Cosa si festeggia? Sappiamo il significato dell’Immacolata Concezione?

        I nostri Santi Patroni, Anna e Gioacchino, hanno concepito Maria come si concepiscono tutte le creature umane, ma Lei non era stata toccata dal peccato originale ed ha preservato la sua purezza e la sua immunità dal peccato per sempre. Questo è il dogma della Chiesa, cioè una verità assoluta rivelata da Dio per mezzo del Papa Pio IX, sancito attraverso la bolla “Ineffabilis Deus” nel 1854.

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SECONDA DOMENICA DI AVVENTO

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Prima dell’arrivo di Gesù, Dio aveva scelto un’altra persona incaricata di preparare la sua missione. Questa persona fu Giovanni il Battista, che nacque sei mesi prima di Gesù e che pieno di particolari doni si convertì in un vero profeta.

    Giovanni era stato annunziato dal Profeta Isaia come “voce di uno che grida nel deserto”. Lui è l’ultimo dei profeti e chiede di preparare il cammino al Signore e indirettamente dice che Gesù è Dio e che viene a salvare il suo popolo e instaurare il suo Regno.

    Il pentimento e la conversione erano il centro della sua predicazione. Convertirsi era l’invito ad una trasformazione totale per iniziare ad essere una persona nuova. Con questo spirito invitava il popolo a dimostrare il pentimento, ricevendo un battessimo, appunto, di conversione.

    Oggi, convertiti, dobbiamo scoprire come Dio vuol venire a noi ma senza imporsi. Ci chiede di aprire la porta e preparare il cammino. Preparare il cammino al Re che viene non a imporre carichi ma a liberarci e darci il suo amore e la sua vita eterna.

    Il cammino che dobbiamo preparare è il nostro cuore. Si tratta di aprire il cuore e lasciare che Gesù entri e regni. E’ donare pienamente la nostra vita a Lui. E questo non è facile perché tante volte il nostro cuore è dominato dall’ egoismo e da tanti altri peccati. Tutti abbiamo bisogno di conversione. L’Avvento è tempo di preparazione per accogliere il Signore che viene in ogni istante della nostra vita.

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