ALLELUIA!!!

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Alleluia è una delle parole che più si ripete in questo tempo di Pasqua e non è una parola italiana.

Cosa significa?

Certamente possiamo tradurla con ALLEGRIA, però l’Alleluia nel contesto della Pasqua porta in sé una allegria, una gioia, tutta particolare, perché vuole essere permanente.

La Pasqua è il mistero più grande della nostra fede. Cristo è risorto e la morte è stata vinta perché la Risurrezione l’ha sopraffatta. Sant’Agostino dice che “… Cristo è passato dalla morte alla vita“. Gesù realizza la Pasqua; Gesù passa al Padre, ma solo Lui passa da questo mondo al Padre? E noi?

Dio, l’Onnipotente, può fare TUTTO, ma non ci può obbligare ad avere un cuore pentito. Ci lascia la libertà. E questa libertà ci può portare ad amarlo o a offenderlo, E’ una libertà che ci può dare o togliere il diritto alla nostra gloriosa risurrezione. Risorgeremo tutti, cosi diciamo nel Credo, ma quello che abbiamo vissuto in questi giorni, non può passare senza lasciare una impronta nel nostro spirito.

Torniamo ai giorni lavorativi, alla routine …ma questo “passaggio” di Dio, con suo Figlio risorto, cosa ha lasciato nella nostra vita? Pensiamoci. Se abbiamo vissuto la Pasqua in modo autentico ciò avrebbe dovuto lasciare delle impronte nel nostro modo di pensare e di agire. È stato così?

Non dimentichiamo che risuscitare significa uscire dal sepolcro della tristezza, del peccato, del pessimismo. Deve essere un Alleluia permanente. Ci sono molti alleluia, troppi, per aria, molti nelle chiese, ma quanta Alleluia, quanta felicità, quanta risurrezione c’è veramente nei nostri cuori?