PROGRAMMA SETTIMANA SANTA

SETTIMANA SANTA

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PROGRAMMA DELLA QUARESIMA

QUARESIMA

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PASQUA

Al tempo di Gesù la festa di Pasqua (Pesah) era la festa ebraica più importante dell’anno. Commemorava l’uscita degli ebrei dall’Egitto, la traversata delle acque del Mar Rosso e il dono dell’alleanza fra Dio e il suo popolo. Celebrata da Gesù con gli apostoli, la Pasqua assunse un nuovo significato quando Cristo, nell’Ultima cena, cambiò la formula della benedizione del pane e del vino per farne l’espressione del dono di sé alla volontà del Padre, dono che venne accettato e coronato con la risurrezione del Figlio, crocifisso durante la preparazione della Pasqua e risorto l’indomani della festa.

            Nel significato cristiano, la Pasqua conserva il suo senso originario, ma ormai inserito nel quadro del memoriale della morte e risurrezione di Cristo. Per i cristiani la celebrazione della Pasqua è intimamente legata all’istituzione dell’eucarestia il Giovedì santo, alla morte di Gesù il Venerdì santo e alla risurrezione il terzo giorno, all’indomani del Sabato santo.

            Nel rito latino la liturgia della Settimana santa presenta varie particolarità. Non si celebra la messa il Venerdì santo, ma si consumano solo le specie consacrate alla vigilia. Non c’è liturgia eucaristica il Sabato santo, giorno nel quale si ricorda il silenzio di Cristo sepolto. La festa di Pasqua, alla fine di questo triduum, comincia il sabato sera con la veglia pasquale che celebra la risurrezione di Cristo, la sua vittoria sulla morte e sul peccato.

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QUARESIMA

Dal latino quadragesima (“quarantesima”), la Quaresima è il periodo di quaranta giorni -dal Mercoledì delle ceneri al Sabato santo, senza tenere conto delle domeniche- durante il quale la Chiesa si prepara alla Pasqua con diverse pratiche di penitenza. Nella Chiesa orientale la Quaresima comincia nell’ottava settimana prima di Pasqua, in modo di contare quaranta giorni di digiuno, essendo esclusi il sabato e la domenica.

              Nella Chiesa primitiva durante la Quaresima i catecumeni si preparavano al battesimo che veniva amministrato la notte di Pasqua; i penitenti pubblici si preparavano alla riconciliazione con la Chiesa, che avveniva il Giovedì santo; l’insieme dei cristiani cercava di purificare la propria vita morale.

               In ricordo del digiuno di Gesù nel deserto (Mt 4,1-11), la Quaresima era un tempo di penitenza, di digiuno e di astinenza, durante il quale era vietato mangiare carne.

               Nella Chiesa d’Oriente la Quaresima non mira alla preparazione al battesimo, ma è incentrata sull’attesa del giudizio e sulla risurrezione di Cristo. Il digiuno è rigoroso e l’eucarestia viene celebrata solo il sabato e la domenica.

              Nella Chiesa cattolica romana il digiuno è stato ridotto al Mercoledì delle ceneri e al Venerdì santo.

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EUCARISTIA

Dal greco eucharistia, il termine significa “azione di grazie, ringraziamento”. Nel cristianesimo indica la celebrazione cultuale centrale che commemora la cena, cioè l’ultimo pasto di Gesù con i suoi apostoli prima della sua morte. L’origine biblica di questa commemorazione si  trova nei racconti dei vangeli sulla cena (Mt 26,25-28;  Mc 14,22-24; Lc 22,15-20) e nella lettera di Paolo (1Cor 2,23-25).

Gesù, in quella cena, compì un rito ebraico di benedizione (beraka) del pane e del vino, cambiando il suo significato: in forza della sua benedizione il pane e il vino del banchetto sacro dei suoi discepoli diventano il suo corpo e il suo sangue offerti per la vita del mondo e per la riconciliazione dei peccatori. Questa liturgia eucaristica è attestata dai padri apostolici fin dalla fine del I° secolo e dall’ inizio del II° (Didachè, 9,1.5; sant’Ignazio di Antiochia, Lettera a alla Chiesa di Smirne, 7,1; 8,1; Lettera alla Chiesa di Efeso, 13,1; Lettera alla Chiesa di Filadelfia, 4,1).

Gli esegeti esitano sulla data esatta dell’istituzione dell’eucaristia. Secondo i vangeli sinottici fu istituita il giovedì sera, il quattordicesimo giorno del mese di nisan, cioè la vigilia del giorno della preparazione della Pasqua ebraica (Pesah). Secondo Gv 13,1 fu istituita nello stesso giorno della preparazione della Pasqua, cioè il 14 nisan, poiché la Pasqua ebraica comincia la sera dello stesso giorno.

Secondo il racconto dei sinottici sembra che Gesù abbia modificato la benedizione del pane che apre il banchetto pasquale e quella dell’ultima coppa di vino, indicando così la trasformazione e il nuovo significato di tutto il banchetto.

Il Vangelo di Giovanni attira l’attenzione non tanto sul rito quanto piuttosto sul simbolismo dell’agnello pasquale, immolato e mangiato, che è al centro del banchetto della Pasqua ebraica e che per i cristiani è un simbolo della morte redentrice di Cristo. Del resto Gv 13,5-15 usa la lavanda dei piedi per sottolineare il senso profondo dell’Ultima cena di Gesù con i suoi apostoli.

Nel medioevo la celebrazione eucaristica è stata chiamata missa (letteralmente, “inviata”, da cui il nome “messa”), termine comparso già verso il V-VI secolo, ma il cui significato esatto non è chiaro. Volendo attenersi scrupolosamente al Nuovo Testamento, i riformatori e le loro Chiese hanno preferito l’espressione “santa comunione”, “santa cena” o semplicemente il termine “culto”, poiché per loro il termine “messa” induceva a pensare a una moltiplicazione dei sacrifici eucaristici, in cui vedevano delle invenzioni medievali approvate dai papi.

In risposta alla Riforma, il concilio di Trento trattò dell’eucaristia come sacramento e comunione nella sua tredicesima  sessione, nel 1551, e della messa come sacrificio nella sua ventiduesima sessione, nel 1562.

Nel mondo protestante, nonostante la manifesta volontà dei riformatori, la celebrazione della cena perse il suo ritmo settimanale, diventando mensile e addirittura trimestrale.

La devozione eucaristica dei fedeli cattolici ripiegò allora sull’adorazione di Cristo nel santissimo Sacramento. Fu Pio X, nel 1905, con il suo decreto Sacra tridentina synodus, a ristabilire la comunione frequente incoraggiando la comunione dei bambini fin dall’età della ragione.

La costituzione Sacrosanctum concilium del Vaticano II, pubblicata nel 1963, ricollocò la celebrazione eucaristica al centro del mistero della Chiesa, stimolando al tempo stesso la pietà dei fedeli a riscoprire il significato, che era andato in gran parte perduto, dell’eucaristia come celebrazione della parola di Dio.

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