ALLELUIA!!!

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Alleluia è una delle parole che più si ripete in questo tempo di Pasqua e non è una parola italiana.

Cosa significa?

Certamente possiamo tradurla con ALLEGRIA, però l’Alleluia nel contesto della Pasqua porta in sé una allegria, una gioia, tutta particolare, perché vuole essere permanente.

La Pasqua è il mistero più grande della nostra fede. Cristo è risorto e la morte è stata vinta perché la Risurrezione l’ha sopraffatta. Sant’Agostino dice che “… Cristo è passato dalla morte alla vita“. Gesù realizza la Pasqua; Gesù passa al Padre, ma solo Lui passa da questo mondo al Padre? E noi?

Dio, l’Onnipotente, può fare TUTTO, ma non ci può obbligare ad avere un cuore pentito. Ci lascia la libertà. E questa libertà ci può portare ad amarlo o a offenderlo, E’ una libertà che ci può dare o togliere il diritto alla nostra gloriosa risurrezione. Risorgeremo tutti, cosi diciamo nel Credo, ma quello che abbiamo vissuto in questi giorni, non può passare senza lasciare una impronta nel nostro spirito.

Torniamo ai giorni lavorativi, alla routine …ma questo “passaggio” di Dio, con suo Figlio risorto, cosa ha lasciato nella nostra vita? Pensiamoci. Se abbiamo vissuto la Pasqua in modo autentico ciò avrebbe dovuto lasciare delle impronte nel nostro modo di pensare e di agire. È stato così?

Non dimentichiamo che risuscitare significa uscire dal sepolcro della tristezza, del peccato, del pessimismo. Deve essere un Alleluia permanente. Ci sono molti alleluia, troppi, per aria, molti nelle chiese, ma quanta Alleluia, quanta felicità, quanta risurrezione c’è veramente nei nostri cuori?

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SETTIMANA SANTA

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QUARESIMA 2018

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NATALE

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Tante cose ci vengono alla mente quando arriva Natale!!!

Ma il vero significato del Natale, qual’ è?

Il Natale ci ricorda che celebriamo la nascita del Messia. Il luogo dove avvenne è ben conosciuto: Betlemme. La sua storia si trova nel Vangelo di Luca. Ma quello che non si trova lì è “la storia del Natale”, del “nostro” Natale. Del Natale che celebriamo oggi.

Bisogna dire che Natale non sono le luci colorate sulle strade, nelle nostre case; Natale non sono i grandi magazzini pieni di offerte; Natale non sono i Re Magi che portano regali; Natale non è nemmeno il presepe che facciamo in chiesa o in casa, Natale è Dio che si fa uomo come noi, perché ci ama e ci chiede un posticino nel nostro cuore per nascere. Per questo essere uomini, essere donne, essere umani, è tremendamente importante perché Dio ha voluto farsi uomo. Farsi come noi. Per questo Natale è esigente: Dio ci chiede un posto pulito nella nostra anima per nascere un anno in più. Saremo in grado di darglielo?

Natale è un bimbo piccolo messo in un presepe. Per questo è importante, importantissimo, essere bambino, e bambino innocente, che bisogna educare, curare, a cui occorre dare affetto, buon esempio….. così ha fatto Maria.

Natale sono gli angeli che cantano e portano la pace dal cielo alla terra; per questo è importante essere costruttori di pace e non fautori di guerre. Natale sono pastori che si presentano con umiltà e semplicità, ogni giorno della nostra vita; per questo è importante non fare discriminazioni, e se dobbiamo fare delle preferenze siano fatte per i poveri, gli ignoranti, gli ultimi. Natale è quella stella che ci indica il cammino, a volte desertico, ma seguendo i segni che Dio ci mette davanti, ci porta a Betlemme.

Il Bambino che nasce nel presepe a Betlemme, in mezzo ad una povertà assoluta, nel silenzio e nella solitudine, in un posto riservato agli animali, è l’uomo che muore crocifisso come un blasfemo, come un criminale, in una croce accanto a due malfattori. Il presepe è umiltà, la croce è umiliazione; il presepe è povertà, la croce è rinunzia di tutto. Il presepe è accettazione della volontà del Padre e la croce è abbandono nelle mani del Padre.

Facciamo festa, sì, pero non dimentichiamo che questo Bambino, che è Dio incarnato per amore, viene in questo mondo per insegnarci il camino del bene, dell’amore, della pace e della vera giustizia.

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AVVENTO

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Finiamo l’anno liturgico e ne inizia uno nuovo: è l’AVVENTO.

L’Avvento è il ciclo liturgico che ci prepara alla venuta di Gesù. La venuta di Gesù sulla terra è un Avvento così grande che Dio lo ha preparato durante i secoli. È durato quattromila anni, con le continue preghiere delle sante anime dell’Antico Testamento che chiedevano incessantemente la venuta del Messia, del Salvatore.

Se meditiamo su questa venuta scopriremo che Cristo venne nella carne e nella debolezza; che viene nello Spirito e nell’amore e che verrà nella Gloria e nel potere.

La prima venuta si è realizzata quando il Verbo Divino si fece uomo nel seno purissimo di Maria e così nacque -bambino e povero- nella stalla di Betlemme, venti secoli fa.

La seconda venuta è continua; è una perenne attualità nella storia della Chiesa e nella vita delle anime. Per una azione misteriosa dello Spirito d’Amore, Gesù nasce costantemente nelle anime. Questa nascita mistica è un fatto di ieri, di oggi e di tutti i secoli.

La terza venuta di Cristo -che sarà nella Gloria- è quella che chiuderà i tempi presenti e inaugurerà l’eternità. Gesù verrà, non a redimere, come la prima volta, né a santificare come nella seconda, ma a giudicare per fare regnare la verità e la giustizia, perché prevalga la santità, perché si stabilisca  la pace, perché regni l’amore.

L’Avvento è tempo di preparazione e di speranza. La Chiesa ci prepara con queste quattro settimane a celebrare la nascita di Gesù e allo stesso tempo, con il ricordo della prima venuta di Dio fatto uomo, ci aiuta ad essere attenti alle altre venute del Signore.

Vieni Signore e non tardare“.

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