SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

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Questa Settimana di Preghiera si celebra tradizionalmente dal 18 al 25 Gennaio, fra le festività della confessione di San Pietro e della conversione di San Paolo. Nell’ emisfero sud, dove il mese di gennaio è tempo di ferie, le chiese trovano altri momenti per celebrarla, ad esempio attorno alla Pentecoste che è anche una data simbolica per l’unità.

            “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione” è il motto che viene proposto per la Settimana di preghiera di quest’ anno, 2017. E’ ispirato al capitolo 5 della Seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi. Scelta indovinata, visto che quest’anno ricorre il quinto Centenario della Riforma Protestante, avviata da Martin Lutero nel 1517 a Wittwnberg –Germania-. Per questo motivo il Consiglio delle Chiese della Germania ha elaborato i materiali per questa Settimana di preghiera.

            Sono due le tematiche principali proposte in questo materiale: la “celebrazione dell’amore e della grazia di Dio”, mettendo in rilievo quella “giustificazione per sola grazia” che è stata la principale preoccupazione delle Chiese della Riforma di Lutero, e poi un accento penitenziale riconoscendo il dolore per le profonde divisioni in seguito all’evento del 1517.

            “Il fatto che i cristiani possano ricordare insieme, oggi, un evento del passato che ha diviso i cristiani in occidente è un “notevole risultato”, come sottolinea l’Introduzione teologico – pastorale, raggiunto grazie a cinquant’anni di dialogo ecumenico. Anche le chiese tedesche, dopo un dibattito ampio –e “talvolta difficile”- hanno abbracciato questa prospettiva, quella di una commemorazione ecumenica che sia una celebrazione di Cristo (Cristusfest), come evidenzia il tema della Settimana” (dal Messaggio dell’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso).

            Nella nostra Diocesi di Albano si aprirà la Settimana di preghiera mercoledì 18 alle ore 20.30 nella Cattedrale, con una celebrazione presieduta dal nostro Vescovo, Mons. Marcello Semeraro, da S.E. Siluan, della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia e dal Pastore Luca M. Negro, della Comunità Evangelica di Albano e Presidente della FCEI. Nella nostra Parrocchia, nonché Centro Ecumenico per la Riconciliazione, ogni giorno della Settimana la Santa Messa delle ore 18.00 sarà celebrata per l’Unità dei Cristiani e solennemente la Messa della Domenica 22 alle 11.30 sarà presieduta da S.E. Mons. Piero Marini, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

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MEDITIAMO SUL NATALE

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    Forse possiamo riuscire a capire che fu provvidenziale il decreto dell’ imperatore romano. Maria e Giuseppe vanno a Betlemme, nasce Gesù, e si compie quanto era stato profetato.

La Vergine sapeva di essere vicina al momento del parto e intraprende quel viaggio col pensiero che il figlio nascerà nel popolo di Davide.

        Arrivano a Betlemme con la gioia di essere nel luogo dei loro antenati e non trovano dove riposare, stanchi come sono da un tale viaggio (quattro o cinque giorni), forse è Maria che propone a Giuseppe di fermarsi provvisoriamente, fuori dal paese, in una grotta. E in quel luogo, ci racconta Luca (2, 6) “giunse per Maria il tempo di partorire, ed essa diede alla luce un figlio…”

    Nasce povero e ci insegna che la felicità non si trova nell’abbondanza dei beni. Viene al mondo senza alcuna ostentazione e ci incoraggia ad essere umili e a non attendere gli applausi degli uomini.

    Ora ci chiediamo: Quanti credono veramente nel Natale? Quanti lo celebrano nell’intimo del cuore? Siamo troppo intrattenuti con gli acquisti, regali e cene che diventa difficile ricordarsi di Dio e accoglierlo in mezzo a tanta confusione. Ci preoccupiamo molto in questi giorni che non manchi nulla nelle nostre case, ma a quasi nessuno preoccupa se ci manca Dio. Siamo così pieni di cose che non sappiamo rallegrarci per la vicinanza di Dio.

    Il Natale non è una festa facile. Soltanto la possono celebrare coloro che hanno il coraggio di credere che Dio può tornare a nascere tra di noi, nella nostra vita di ogni giorno. Questa nascita potrà essere povera, fragile, debole come fu a Betlemme, ma può essere un evento reale. Il vero regalo del Natale.

    Dio è infinitamente migliore di quanto possiamo credere. Più vicino, più comprensivo, più tenero, più audace, più amico, più allegro, più grande di quanto noi possiamo sospettare.

Dio è Dio!!!

    Questo Dio è più grande di tutti i nostri peccati e miserie. Questo Dio è il miglior regalo che si può fare agli uomini. Beati coloro che hanno un cuore semplice, limpido e povero perché Dio è per loro. Beati quelli che sentono bisogno di Dio perché Dio può nascere ancora nelle loro vite. Beati quelli che in mezzo al “rumore” di queste feste, sanno accogliere con cuore credente e grato il regalo di un Dio Bambino. Per loro ci sarà il Natale.

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PROGRAMMA DI NATALE

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QUARTA DOMENICA DI AVVENTO

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Nel Vangelo di questa Domenica vediamo, assieme alla disponibilità di Maria, la difficoltà di Giuseppe a capire la volontà di Dio.

        Oggi con Maria cerchiamo di percorrere questa piccola distanza che ci separa dalla Grotta di Betlemme. “Il Dio con noi” si farà realtà grazie al “SI” di questa ragazza, che senza capire nulla, compie la volontà di Dio.

    In queste settimane di Avvento ci hanno aiutato: Isaia, Giovanni Battista… e ora, con Giuseppe e Maria, arriviamo alla oscura notte di Betlemme. Notte oscura perché, oggi come allora, tanti fanno fatica ad accogliere questo Bambino. Forse noi, come Giuseppe, abbiamo dei dubbi, dei timori?

    Giuseppe, non lo dimentichiamo, è l’uomo giusto. L’uomo che supera la prova fidandosi della Parola di Dio e assume con responsabilità la sua missione. L’uomo che si dona con piena disponibilità al piano di Dio. Giuseppe appare nell’ Avvento come modello di UOMO DI FEDE.

     Forse la nostra vita conosce anche la prova della fede, ma come Giuseppe dobbiamo rispondere al progetto di Dio. E di fronte alla domanda, ai dubbi, alla perplessità, la Parola di Dio ci aiuta a dare risposta. La nostra risposta è la FEDE. Dobbiamo rispondere FIDANDOCI. Così entriamo nel Mistero, oscuro e luminoso, di un Dio che si fa Dio-con-noi. Un Dio vicino.

    Lasciamo che questo Natale riempia la nostra vita con il suo Mistero. Sognamo!; forse il Buon Dio ci da la possibilità di sognare con Lui. (Abbiamo sognato qualche volta con il cielo, con Dio, con Maria?)

    Il Natale dovrebbe avere la virtù di svegliare la nostra sensibilità. Approfittiamo di questi giorni per far crescere la nostra vita interiore contemplando Dio che si fa Uomo, facendo opere buone, sorpresi di quanto Dio fa per noi e cercando di essere forti nelle prove, vedendo un Dio Onnipotente che non si rifiuta di calpestare la nostra terra.

    DIO E’ ALLA PORTA!!!  DIO CI STA CHIAMANDO!!!  Che non passi oltre. Con Giuseppe e Maria prepariamo le nostre case, le nostre anime perché si capisca che un Bambino sta per nascere.

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TERZA DOMENICA DI AVVENTO

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La Chiesa ha chiamato sempre questa domenica di Avvento, la domenica delle gioia o la domenica “Gaudete”. Tutta la celebrazione di questa domenica ci annuncia Gesù come la causa della nostra gioia, della nostra allegria. L’Avvento ci porta la Buona Novella della salvezza che ci porta Gesù.

L’allegria deve essere un distintivo del cristiano perché nasce della profonda convinzione che in Cristo, il Signore, il peccato e la morte sono stati vinti. Per questo, vedendo che il Salvatore è vicino e la nascita di Gesù è imminente, il cristiano non può nascondere la sua allegria.
La nostra allegria deve essere testimoniata. E’ una allegria che ci invita ad essere persone aperte, pronte a “contagiare” di amore fraterno gli altri. Non un amore altruista, ma un amore che concretizza e fa reale l’amore di Dio.
La felicità che ci porta il Natale deve riflettersi in opere concrete, deve essere il riflesso di Cristo, nella nostra vita, in mezzo a noi.

Anche quando la notte ci sembra oscura, le difficoltà ci tolgono la calma e ci arrivano i dubbi, bisogna mantenere viva la speranza: la fiducia che nell’orizzonte sempre c’è una luce che segna il nostro cammino; che alla fine Dio non delude perché la luce che ci orienta è Lui stesso, perché la sua promessa è Lui stesso.
Il Vangelo è l’annuncio di una immensa allegria. Questa allegria, insieme alla conversione che ci invitava il vangelo della scorsa domenica, deve essere il fermento di un mondo nuovo, di un ordine nuovo dove gli ultimi saranno i primi, i zoppi cammineranno, i cechi vedranno… e ai poveri sarà annunciata la Buona Notizia. Buona Notizia per tutti, perché anche noi siamo “poveri”.

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