FESTE PATRONALI 2018

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ONORE DEI SANTI ANNA E GIOACCHINO

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CORPUS DOMINI

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E’ la Festa dell’Eucarestia!

E’ la Festa la nostra Festa, condivisa e celebrata con Cristo.

E’ la Festa del Santissimo Sacramento dell’Eucarestia.

Forse dovevamo celebrarla il Giovedì Santo, il giorno in cui Gesù la istituì. In quella notte “Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare de questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13,1) E volendo rimanere con loro “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20), fece con ineffabile sapienza un mistero che trascende ogni umana comprensione.

A quel Giovedì di Gloria segue il Venerdì della Passione e della Morte di Cristo e per questo la Chiesa trasloca la solennità di questa Festa fino ad oggi, per poter onorare questo mistero con piena gioia, e lo fa, non solo nelle chiese, ma anche con la processione eucaristica, per le strade dei nostri paesi e delle nostre città.

Gesù aveva detto ai giudei: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò, è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6,51)

Questa Festa ci dovrebbe aiutare a capire, valutare, stimare, amare di più Gesù che è “il pane vivo disceso dal cielo“.

Mangiare la sua carne e bere il suo sangue era inconcepibile per i giudei. Non potevano capire che Dio volesse entrare in piena comunione con l’uomo. Il discepolo di Gesù, invece, deve essere capace di identificarsi con Lui, deve essere modellato dallo Spirito per diventare “un altro Gesù” e poter amare gli altri come Lui ama.

Il pane e il vino che ci viene offerto, come alimento, in ogni Messa, è Gesù stesso. E questo cibo ci da la forza necessaria perché le attitudini vitali di Gesù si convertano nelle nostre e in questo modo riusciamo a cambiare radicalmente il nostro modo di vivere. Assimiliamo lo stile della vita di Gesù mangiando la sua carne e bevendo il suo sangue.

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SAGGIO ORATORIO

Sabato 2 Giugno dalle 20.30 ci sarà in Parrocchia il saggio delle attività dell’Oratorio, l’ingresso è libero.

Sarà un’occasione per passare una serata in “famiglia”.

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Ogni sera del mese di maggio alle 21 si recita il Rosario

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MAGGIO e MARIA

In questo mese i cristiani onorano specialmente Maria, madre di Gesù e madre nostra. E’ un mese speciale per poter riflettere sulla nostra devozione alla Madre di Dio. Come la viviamo? Quanta influenza ha nella nostra vita. Ci aiuta ad essere migliori cristiani?

Quante cose possiamo, e dobbiamo, ammirare in Maria?

Secondo i dati evangelici, ammiriamo la sua purezza verginale, la sua profonda umiltà, il senso squisito della volontà di Dio, la sua fortezza di fronte al dolore, la sua carità senza limiti, la sua condizione di donna di preghiera, il suo spirito di servizio silenzioso, il suo amore per il Figlio. In definitiva il suo esempio di donna, di madre e di sposa.

Maria dice SI a Dio e da quel momento incomincia a realizzarsi l’opera della redenzione incarnandosi Cristo nel suo seno verginale.

Sono molte le cose che Maria ci può insegnare. Ne elenchiamo qualcuna:

Maria, esempio di obbedienza a Dio. Dice SI a Dio. Un “si” che anche noi dovremmo usare davanti ai piani di Dio su di noi, anche se non li capiamo.

Maria esempio di preghiera. Conservava tutto nel suo cuore, ci dice l’evangelista Luca (2,51). Nella preghiera, nel silenzio, Maria cresceva nella pace, nell’armonia, nel gaudio per le cose di Dio. Possiamo capire, senza la preghiera, le cose della vita, del mondo?

Maria, esempio di donna, di madre e di sposa. Bisogna “giocare” con l’immaginazione per contemplare Maria in quella casa di Nazareth, dove tutto era al rovescio: il Figlio, in teoria il più piccolo, in realtà era Dio; il padre di famiglia, in teoria “capo” di quella casa, era in realtà inferiore in santità a Gesù e a Maria. E Lei, Maria, serena, equilibrata, sposa esemplare, attenta, servizievole e madre affettuosa, comprensiva, amorevole.

Maria viveva della Parola di Dio. Aveva familiarità con la Parola di Dio. Chi pensa con Dio, pensa bene; chi parla con Dio, parla bene, diventa saggio, prudente, buono; diventa forte con la forza di Dio che aiuta a sopportare il male e a promuovere il bene. Maria ci invita a conoscere la Parola di Dio, ad amarla, a vivere e a pensare con la Parola di Dio.

Maria ci è stata data come “madre” e a Lei possiamo dirigerci in ogni momento. Ci ascolta sempre, sempre è vicina a noi. E’ Madre del Figlio e partecipa del potere del Figlio, della sua bontà. Possiamo mettere sempre la nostra vita nelle sue mani, mani di madre che è sempre vicina ad ognuno di noi.

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ALLELUIA!!!

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Alleluia è una delle parole che più si ripete in questo tempo di Pasqua e non è una parola italiana.

Cosa significa?

Certamente possiamo tradurla con ALLEGRIA, però l’Alleluia nel contesto della Pasqua porta in sé una allegria, una gioia, tutta particolare, perché vuole essere permanente.

La Pasqua è il mistero più grande della nostra fede. Cristo è risorto e la morte è stata vinta perché la Risurrezione l’ha sopraffatta. Sant’Agostino dice che “… Cristo è passato dalla morte alla vita“. Gesù realizza la Pasqua; Gesù passa al Padre, ma solo Lui passa da questo mondo al Padre? E noi?

Dio, l’Onnipotente, può fare TUTTO, ma non ci può obbligare ad avere un cuore pentito. Ci lascia la libertà. E questa libertà ci può portare ad amarlo o a offenderlo, E’ una libertà che ci può dare o togliere il diritto alla nostra gloriosa risurrezione. Risorgeremo tutti, cosi diciamo nel Credo, ma quello che abbiamo vissuto in questi giorni, non può passare senza lasciare una impronta nel nostro spirito.

Torniamo ai giorni lavorativi, alla routine …ma questo “passaggio” di Dio, con suo Figlio risorto, cosa ha lasciato nella nostra vita? Pensiamoci. Se abbiamo vissuto la Pasqua in modo autentico ciò avrebbe dovuto lasciare delle impronte nel nostro modo di pensare e di agire. È stato così?

Non dimentichiamo che risuscitare significa uscire dal sepolcro della tristezza, del peccato, del pessimismo. Deve essere un Alleluia permanente. Ci sono molti alleluia, troppi, per aria, molti nelle chiese, ma quanta Alleluia, quanta felicità, quanta risurrezione c’è veramente nei nostri cuori?

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